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Pino Quartullo, Rosita Celentano e Attilio Fontana in “Qualche volta scappano!

POTENZA – E se il cane sceglie di scappare? Tragedia. Dramma. Commedia. E in effetti sono proprio queste le corde mosse su questo spunto drammaturgico dal nuovo spettacolo firmato in originale da Daniel e Agnès Besse e per l’Italia da Pino Quartullo Qualche volta scappano. Loro: i cani. Coloro che pazienti sopportano che noi umani gli proiettiamo addosso la qualunque. Ebbene: cosa accadrebbe se qualche volta perdessero la pazienza, salutassero la curva e via? Che tutte quelle dinamiche relazionali, familiari ma anche i tratti individuali verrebbero alla luce in maniera esplosiva.

E’ proprio ciò che accade in questa pièce, che inizia in una sera come tante altre in casa di Alessandro (Pino Quartullo) e Marzia (Rosita Celentano). Sposati da oltre vent’anni, professionalmente realizzati e legatissimi al loro cane Toutou, i due coniugi all’improvviso vedono crollare il loro mondo, le loro certezze. O almeno quelle che credevano tali: Alessandro ha portato fuori per il giretto serale Toutou, ma ahimé rientra a casa senza il cane. Tragedia. Il cane è fuggito. Non si è perso come Marzia rimprovera ad Alessandro, non è stato abbandonato come tante, troppe volte, accade. No. Quella del cane è una deliberata dichiarazione di ribellione, perché un cane ha una sua identità, una sua dignità. E perché all’improvviso l’amato quadrupede di casa diviene il rivelatore di disagi e compromessi, l’elemento sublimante di carenze affettive, di vuoti opportunamente celati, ed il detonatore di segreti, complice l’arrivo dell’amico Paolo (Attilio Fontana), figura chiave nella vicenda e nella movimentata serata. Commedia molto divertente, ironica, pungente ed intelligente, frutto della penna di due autori francesi contemporanei, il cui titolo originale è proprio Toutou, Qualche volta scappano, nell’adattamento italiano di Quartullo rivela anche il legame oggi fortissimo, a tratti paradossale, ma diffusissimo, che si instaura con i propri animali domestici. Che smettono di essere considerati tali, ovvero esseri viventi che appartengono ad una specie propria, per essere umanizzati in un eccesso di amore, o nel desiderio di trovare in loro affetti, legami, corrispondenze amorose.

Molti si riconosceranno in Marzia ed Alessandro, e molti in Paolo, amico tutto raziocinio e persino un po’ cinico nel ridicolizzare il dramma divampato a casa dei suoi amici per la fuga del cane, ma a sua volta ricco di sfaccettature, debolezze ed errori che poi alla fine sono quelle che un po’ tutti raccolgono. Perdonerà alla fine Toutou i suoi padroni? Si sistemerà tutto quanto la sua deliberata fuga ha scatenato? “Dopo tanti episodi di persone che abbandonano i cani, noi portiamo in scena la storia di un cane che abbandona i suoi padroni. Qualche volta scappano. Può scappare un cane, il proprio partner, possono scappare dei cattivi pensieri, delle parole sbagliate, un amico, una situazione di mano, un tradimento. E un cane ‘scappato’ può diventare il segnale di un amore in crisi, di qualcosa di cui non ci si è accorti. E questo succede ad Alessandro e Marzia che stanno insieme da tanti anni”, spiega Quartullo.

Lo spettacolo – che conta sulle scene di Francesco Ghisu e sui costumi di Giovanni Ciacci e di cui Quartullo oltre all’adattamento italiano firma la regia – debutta il prossimo giovedì 19 novembre al Teatro Stabile di Potenza, dove rimane anche il 20 e dove si terrà domani la presentazione alla stampa. Poi, via con la tournée che proseguirà il 21 a Melfi, il 22 a Oppido Lucano, il 29 a Moliterno, il 30 Lavello, il 5 dicembre a Venosa, quindi il 3 gennaio 2016 ad Asiago, il 7 gennaio a Lamporecchio (Pistoia), il  9 a Matera, il 14 a Palau, il 15 a Tempio e il 16 a San Gavino Monreale.

 

 

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