combattimentiPALERMO – Sono stati condannati a Palermo tre dei sei imputati in un processo per organizzazione di combattimenti tra cani e maltrattamento di animali. I tre avevano scelto di essere giudicati con il rito abbreviato, mentre per gli altri tre imputati è pendente il rito ordinario. Lo riferisce la Lega Anti Vivisezione (LAV) in un comunicato. M.N. è stato condannato ad 1 anno di reclusione e a 50.000 di multa; pena sospesa subordinata al risarcimento del danno in favore delle parti civili LAV, LIDA e UGDA. Due imputati, G.G. e M.G., hanno subito la condanna ad 1 anno, 1 mese e 10 giorni di reclusione e al pagamento di 52.000 di multa.

Le indagini scaturirono da un controllo stradale effettuato nel marzo del 2013, quando a Palermo i militari sorpresero, a bordo di una BMW, quattro persone intente a visionare un video su una fotocamera digitale. Uno di essi aveva anche abiti sporchi di sangue. Da un’attenta visione dei filmati, i carabinieri riuscirono a identificare cinque degli individui ritratti nelle immagini sequestrate. A seguito di ulteriori indagini, la notte dell’11 giugno 2013 i militari individuarono su un terreno incolto del quartiere ZEN 2 del capoluogo siciliano un’area recintata con reti di materassi e bancali, ove era stato attrezzato un “ring”, simile a quello filmato nei video sequestrati.

Nel corso dell’operazione diversi soggetti, alla vista dei militari, scapparono, ma i carabinieri riuscirono a bloccare tre persone, tra cui un minorenne. Furono trovati e sequestrati 6 pit bull, di cui uno ancora presente all’interno del ring, visibilmente sanguinante e con diverse ferite alla testa, al collo e alle orecchie. Uno degli animali in seguito morì per le ferite.

 

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