L'Amico fedele
L’Amico fedele

ROMA – Dagli esordi macchiaioli alle tentazioni impressioniste fino alla ricerca della modernità e la capacità, unica, di fissare sulla tela l’attimo fuggente di un’intera epoca: è la grande mostra antologica dedicata al genio di Giovanni Boldini, la più completa mai realizzata negli ultimi decenni, in corso fino al 16 luglio al Complesso del Vittoriano, a Roma. Esposti 150 capolavori, provenienti dai maggiori musei internazionali, in cui sovente i cani sono coprotagonisti di momenti intimi quali la passeggiata nel parco o l’abbraccio su una panchina del Bois de Boulogne.

Al parco
Al parco

Quella su Giovanni Boldini si preannuncia uno dei più importanti eventi espositivi della stagione e del resto riunisce un numero considerevole di opere capaci di ricostruire la prolifica e fortunata produzione del maestro ferrarese, divenuto tra ‘800 e ‘900 uno dei pittori più contesi di Parigi.

A queste tele (in totale 120), sono inoltre affiancate una trentina di quelle realizzate da altri celebri artisti a lui contemporanei, quali Cristiano Banti, Corcos, De Nittis, Antonio de La Gandara, Telemaco Signorini, Tissot, Ettore Tito, Zandomeneghi, al fine di rendere maggiormente comprensibile il percorso creativo di Boldini e la straordinaria vivacità artistica del tempo.

Il percorso espositivo inizia con il soggiorno fiorentino (dal 1864 al 1870), quando Boldini partecipa al rinnovamento ideologico e artistico dei Macchiaioli, avvertendone tutta la portata innovativa. Le opere di Telemaco Signorini e soprattutto di Cristiano Banti intendono documentare il proficuo rapporto di scambi, commistioni e collaborazioni tra i protagonisti del movimento.

Elegante au chien
Elegante au chien

Dopo un breve periodo londinese, nel 1871 il pittore ferrarese si stabilisce definitivamente a Parigi e l’allestimento del Vittoriano testimonia la coesistenza tra le ricerche en plein air, strettamente collegate all’evoluzione impressionista, e quella che si può definire una militanza nelle fila degli artisti della Maison Goupil, del potente mercante internazionale. A portarlo nel bel mondo però è la frequentazione con la contessa Gabrielle de Rasty, narrata in mostra da varie opere.

La sua ricerca espressiva non si ferma, si impegna in indagini estetiche profondamente innovative, riuscendo, attraverso la sua spontanea ‘gestualità pittorica’, a fissare sulla tela l’attimo fuggente. Quello cioè che arriva quasi con struggimento, dai ritratti a pastello di donne bellissime e sensuali (Cecilia de Madrazo Fortuny, ‘Giovinetta sdraiata col suo cane’) dagli scorci e vedute cittadine.

Primavera
Primavera
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