Panna: per lei è nata Arca2000
Panna: per lei è nata Arca2000

ROMA – Tracciabilità obbligatoria per l’operato veterinario: è quanto chiede da tempo l’associazione Arca2000 onlus diritti dell’animale malato, nata nel 2003 in memoria della cagnolina Panna. Per contrastare il vuoto normativo esistente nella materia, Arca2000 si è resa promotrice di una proposta di legge per la tracciabilità obbligatoria dell’attività veterinaria poiché, spiegano in una nota, “quando si verificano casi di malasanità veterinaria, spesso è impossibile reperire una documentazione clinica del nostro animale

La posizione di Arca2000 è molto decisa: “Gli animali – affermano – non hanno alcun diritto in campo sanitario. Lo sanno bene i numerosi compagni di animali d’affezione che incappano” in qualche errore veterinario. “La perdita di un animale che vive  nella nostra famiglia umana, per negligenza veterinaria, non può essere liquidata con  il solito laconico “capita”. I veterinari – argomenta Arca2000 – devono rispondere dei loro sbagli e delle loro negligenze, ed è un nostro diritto ottenere risposte e verità, in nome di quel sentimento di amore e condivisione esistenziale che s’instaura con un essere vivente e senziente diverso da noi solo per razza e specie”.

Uno dei manifesti Arca2000 contro la malasanità veterinaria
Uno dei manifesti Arca2000 contro la malasanità veterinaria

La proposta di legge chiesta dall’associazione è un’idea ormai decennale: “Attualmente non vengono compilate le cartelle cliniche costituite da referti, prescrizioni farmacologiche, esiti di esami clinici e  quant’altro. Tutto ciò, malgrado esista  un codice deontologico veterinario che agli articoli 32 e 36 prevede il rilascio delle relazioni cliniche, dei documenti diagnostici, delle prescrizioni farmacologiche e così via. E’ bene ricordare, tuttavia, che il codice deontologico  è  una norma interna di precetto, che non ha alcun effetto di legge. Ed abbiamo appurato che il più delle volte, le norme del codice vengono tranquillamente violate, senza alcuna conseguenza disciplinare“.

“Quando muore una persona per malasanità umana – osservano ad Arca2000 – almeno scatta un’indagine, la Procura apre un’inchiesta, si richiedono le cartelle cliniche che da anni sono obbligatorie in campo medico umano. Per gli animali nulla di tutto ciò. Per questo la nostra battaglia va avanti e dietro nostra istanza, con il supporto di 16.000 cittadini italiani firmatari di una nostra petizione, il 14 maggio 2014 è stata presentata in Parlamento una proposta di legge per il benessere animale che prevede anche delle norme per la tracciabilità dell’operato veterinario. A distanza di due anni, però, purtroppo la pdl non è stata ancora discussa, né calendarizzata, malgrado i ripetuti solleciti di cittadini e associazioni, inviati ai capigruppo dei vari schieramenti politici ed al  ministro della salute”.

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