canile-di-pattiPATTI (Messina) – Da una parte la denuncia delle condizioni in cui i cani sono costretti a vivere (quelli che ci riescono) senza acqua né pappa, coi giacigli ricoperti di feci; dall’altra la richiesta di smantellare quella struttura per costruirne una degna del nome di canile: è il doppio binario su cui si muovono le petizioni – una di iniziativa di Rinaldo Sidoli dei Verdi, l’altra di Maurizio Zuccon – che su change.org accendono i riflettori sul canile di Patti, nel Messinese.

“I volontari del canile di Patti, in provincia di Messina – si legge nell’appello alla sottoscrizione di Sidoli che veleggia verso le 35mila adesioni . sono esasperati e chiedono aiuto a chiunque li possa ascoltare. Stiamo parlando di una struttura dove centinaia di cani e gatti, taluni segregati in locali fatiscenti, sono costretti a vivere al buio e tra i loro escrementi, sono animali malati, denutriti, spesso legati con corte catene sotto il sole cocente e senza un riparo nei freddi inverni. Questa penosa realtà non solo è una offesa al senso di civiltà di noi tutti, ma calpesta la dignità ed il diritto alla vita di povere creature maltrattate (Legge 20 luglio 2004, n.189), la cui unica colpa è quella di essere nati randagi, perché non vengono rispettate le norme vigenti sulla sterilizzazione obbligatoria (Legge Regionale 3 luglio 2000 n. 15). Non si possono vedere in un canile comunale creature senza acqua nelle ciotole e al posto del cibo le feci che coprono interamente anche le strette aree della struttura”.

Della situazione nel canile si è occupata Striscia la Notizia
Della situazione nel canile si è occupata Striscia la Notizia

Nella petizione di Zuccon arriva la proposta di soluzione radicale: “Smantellare il canile” e “creare una struttura idonea”. “Il comune di Patti – si legge nell’appello a firmare di questa petizione – sta letteralmente prendendo in giro i ragazzi che fanno il possibile per salvare i cani ma pare che il Sindaco Marco Aquino non sia intenzionato ad occuparsene né a far entrare i volontari. Da qui i cani non escono vivi”.

Zuccon riporta la lettera degli stessi volontari, che denunciando le condizioni pietose dei cani ricoverati nel canile scrivono anche: “Alcuni sono reclusi nei trasportini a loro volta chiusi nelle varie stanze della casa di proprietà di una signora, proprietaria anche del terreno attiguo, sede di questo lager che continua ad alimentare tali sofferenze. La signora da molti anni, esattamente dal 2006, è stata nominata dal Procuratore di Patti, custode giudiziario dei cani , nonostante sia stata denunciata per maltrattamenti, denuncia vana e risoltasi in seguito per decorrenza dei termini. La vita di questi animali si consuma proprio lì , a volte anche all’interno di un trasportino che li rende deformi ed anchilosati, fobici. Si tratta di povere anime innocenti”.

patti-striscia“E mentre si succedono le varie amministrazioni comunali che continuano ad essere insensibili e latitanti, e , nonostante i sopralluoghi dei NAS, inviati dalla Procura, che certificano le penose condizioni, la situazione si mantiene inalterata, offendendo il senso di civiltà della nostra terra”, dicono i volontari. “I cani ivi detenuti – si legge ancora – rimangono in attesa di morire per poi spesso essere seppelliti nello stesso lager in maniera del tutto irregolare determinando condizioni di rischio per la salute pubblica. Un luogo dove il randagismo dilaga, in quanto non vengono rispettate le norme vigenti sulla sterilizzazione obbligatoria dei cani randagi ( Legge 15/ 2000)”.

“Con questa petizione si chiede che il Sindaco di Patti, Giuseppe Mario Aquino, si prenda le sua responsabilità e smantelli questo luogo malsano, sporco e non idoneo per i cani. Non si possono vedere in un canile comunale dei cani senza acqua nelle ciotole e al posto del cibo le feci che coprono interamente anche le strette aree dove sono costretti a vivere i cani”.

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