San Rocco. Foto: Comune di Toro
San Rocco. Foto: Comune di Toro

ROMA – Fu un cane a salvare Rocco di Montpellier, il San Rocco che si celebra il 16 agosto. Erano i tempi della peste in Italia, quelli degli anni Sessanta del Trecento. Rocco rientrava da un pellegrinaggio nella città di Roma quando, dopo una sosta a Piacenza proprio per assistere gli appestati, venne contagiato. Per non mettere a rischio altri, Rocco si autoisolò in una grotta lungo il fiume Trebbia, sulla via Francigena.

Ecco: fu qui che il cane – poi divenuto cifra iconografica in molte delle raffigurazioni del Santo – lo raggiunse e lo salvò nutrendolo quotidianamente con un pezzo di pane che sottraeva alle tavole del suo proprietario, il signore del luogo. Gli studiosi, mappe alla mano, identificherebbero quel signore in Gottardo Pallastrelli che, seguito il cane attraverso i sentieri intricati di quei boschi, giunse poi alla capanna di Rocco, soccorrendolo e curandolo.

Una volta guarito, Rocco riprese il suo cammino. Il nobile ne divenne il primo biografo e anche il primo a raffigurarlo, consegnandone i tratti alla storia.

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