L'esterno del tribunale di Paola
L’esterno del tribunale di Paola

PAOLA (Cosenza) – Rinvio al 18 maggio ore 9 con richiesta di rito abbreviato da parte degli imputati: è andata così l’udienza con cui questa mattina si è aperto il processo che vede imputati i quattro giovani di Sangineto che, il 24 giugno 2016, legarono, seviziarono e impiccarono Angelo, un cagnolone randagio tutto bianco amatissimo nella cittadina di cui gli imputati sono originari.

I quattro filmarono e diffusero sui social tutte le fasi dell’atroce sequenza. Così, vennero immediatamente riconosciuti e poi denunciati per uccisione di animale (c.p. art. 544-bis), reato per il quale sono stati chiamati alla sbarra e che prevede pene tra 4 mesi a 2 anni di reclusione. La pena, con il rito abbreviato che bypassa la fase dibattimentale per celebrarsi invece sugli atti, in caso di condanna viene ridotta di un terzo.




L'onorevole Paolo Bernini fuori dal tribunale di Paola con il legale che lo rappresenta
L’onorevole Paolo Bernini fuori dal tribunale di Paola con il legale che lo rappresenta

In aula questa mattina erano presenti due dei quattro imputati, mentre dentro e fuori dal tribunale si sono svolti presidi e manifestazioni di varie associazioni animaliste ma che hanno coinvolto anche una quantità di privati cittadini. Nell’udienza di questa mattina sono state anche avanzate tutte le richieste di costituzione di parte civile da parte di associazioni e persone fisiche.

Presente in aula anche il deputato M5S Paolo Bernini che, in un video su Facebook dove compare assieme all’avvocato Contursi, annuncia che i Cinque Stelle hanno depositato ieri alla Camera la proposta di legge per inasprire le pene contro chi si macchia di reati contro gli animali.




La statua eretta a Roma in memoria di Angelo
La statua eretta a Roma in memoria di Angelo

Enpa, l’Ente per la protezione degli animali, presente oggi in aula con l’avvocatessa Claudia Ricci, ha sottolineato “l’estrema pericolosità sociale degli imputati“. Questi ultimi, ha sostenuto il legale, secondo quanto riferito in una nota, “non solo avrebbero seviziato e barbaramente ucciso il povero animale, ma si sono pubblicamente vantati del loro gesto criminale, riprendendo il tutto con un uno smartphone e pubblicando il relativo video su Facebook. Siamo in presenza di un comportamento di inaudita crudeltà, che desta grande preoccupazione sulla personalità degli imputati, poiché trasforma in motivo di vanto la tortura e le sofferenze imposte a un altro vivente”.

“In una regione in cui si sono già verificate altre sevizie a danno degli animali – ha sostenuto la presidente nazionale di Enpa, Carla Rocchi – come il caso più recente della cagnetta trascinata e data alle fiamme, è fondamentale lanciare un messaggio inequivocabile, affinché nessuno possa anche solo sperare di godere di una qualche impunità”.

La manifestazione a Sangineto del luglio scorso
La manifestazione a Sangineto del luglio scorso

Al processo ha chiesto di costituirsi parte civile anche l’Associazione animalisti italiani Onlus: “Siamo qui – ha sostenuto Riccardo Manca, responsabile Eventi animalisti italiani Onlus – per chiedere che venga fatta giustizia. Non permetteremo che si dimentichi questa violenza, così esecrata ed efferata, ma soprattutto pericolosa a livello sociale, in quanto spesso chi è violento con gli animali è probabile che in futuro reiteri questi gesti violenti anche con le persone“.

“Da tre anni – ha detto Walter Caporale, presidente dell’Associazione Animalisti Italiani Onlus – stiamo raccogliendo centinaia di migliaia di firme con la campagna Pene più dure per chi maltratta gli animali, con Rocco Siffredi testimonial. E’ immorale e vergognoso che chi oggi in Italia tortura o uccide animali, paga una semplice sanzione amministrativa, mentre in altri stati come USA, Gran Bretagna, Francia o Germania, sarebbe tranquillamente dietro le sbarre“.

 

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