canilePESCARA – “Pescara non è uno dei pochi comuni che sta rispettando la legge. Semmai è l’unico comune capoluogo d’Italia ad avere un canile completamente abusivo, privo anche della pur minima autorizzazione igienico sanitaria e sempre più a serio rischio di chiusura così come sta accadendo con il canile sanitario“: l’affondo arriva da Gabriele Bettoschi, delegato di Codici Tutela Animali, e segue la protesta avviata questa mattina contro il Comune di Pescara anche da Anta onlus.

Bettoschi, come suo stile, documenta tutto atti alla mano e replica al Comune che sul randagismo, come è naturale, non aveva fatto mancare la propria difesa: “Il Comune – ha dichiarato poche ore fa con una nota ufficiale l’assessore Giuliano Diodati – ha investito 10.000 euro per risanare e ristrutturare il canile municipale, e verrà nominato a breve, sempre da Regolamento, un garante dei diritti degli animali che dovrà fare da ponte con le associazioni e le altre istituzioni”.

canile gruppoSecondo Diodati, Pescara sarebbe uno dei pochi comuni in regola con le normative sotto ogni punto di vista. Secondo Bettoschi no davvero, a partire dalla situazione della struttura di via Raiale: “Contrariamente a quanto afferma l’assessore, il Comune di Pescara continua a ignorare, o comunque sottovalutare gli obblighi che ha in materia di randagismo. Il suo assessorato – si legge in un comunicato Codici che spara a alzo zero allegando delibere e leggi – ha dato ampia prova di mancanza  di progettualità d’intervento e di mal utilizzo di fondi pubblici, con delibere che sembrano più a beneficio di chi gestirà la convenzione che degli animali”.

randagiProprio le delibere sono oggetto delle contestazioni di merito in arrivo da Codici, che fa notare come sia stata “bandita una gara per la gestione del canile comunale di via Raiale, totalmente privo di autorizzazioni”. Tra questioni di sponsorizzazioni, affidamenti a soggetti commerciali e quant’altro, Bettoschi mette anche il dito sulla piaga di una gaffe istituzionale: “Stanziare dei fondi per il mantenimento dei cani randagi è la prova provata della profonda ignoranza delle norme che regolano il randagismo“, tuona.

Effettivamente… difficile contrastare il randagismo rendendo i cani randagi pasciuti. La legge obbliga a catturarli, portarli al canile sanitario, seguire i protocolli medico-veterinari, microchippare a nome del Comune e allora a quel punto sì: ricoverare nei rifugi. “Che senso ha – è la domanda – stanziare dei soldi per qualcosa che è vietato fare?”

 

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