NUORO / SAN GIORGIO CANAVESE (Torino) – Si è aperto a Nuoro il processo nei confronti di Giuseppe Piredda, il pastore 44enne di Irgoli che nell’aprile 2014 uccise il suo meticcio legandolo al gancio di traino della propria auto e trascinandolo sull’asfalto fino a provocarne la morte. L’imputato era assente in aula. Inseguito dai carabinieri, l’uomo aveva perso il controllo della vettura che era poi finita in una cunetta ribaltandosi. Interrogato dai militari, Piredda si era giustificato sostenendo di aver dovuto punire il cane perché infastidiva le pecore del suo gregge. Il difensore dell’imputato ha chiesto per il suo assistito l’istituto della ‘messa alla prova’. Se il giudice accoglierà la richiesta, Piredda, accusato di uccisione di animale e resistenza a pubblico ufficiale con l’aggravante di aver compiuto i reati alla presenza del figlio minorenne, si metterà a disposizione di una associazione per la protezione degli animali come volontario. Nel processo, aggiornato al 24 giugno prossimo, sono state ammesse come parti civili Enpa, Anpana, Lav e Lega per la difesa del cane. Il caso sollevò un’ondata di protesta che superò i confini della Sardegna. Dalle associazioni animaliste a show girl testimonial di campagne in difesa dei nostri amici a quattro zampe, come Elisabetta Canalis, fino ai social: per giorni il tam tam indignato si è rincorso sul web e su Facebook con tanto di petizioni per chiedere giustizia per il povero meticcio ucciso. Che il popolo di internet ha subito ribattezzato “Amore”.
Restano invece al loro proprietario i due cani che l’uomo ha legato per le zampe alla sua Ape trascinandoli per centinaia di metri prima di essere fermato da un giovane che ha chiamato i carabinieri: il fatto è accaduto pochi giorni fa a San Giorgio Canavese. L’uomo, che ora dovrà rispondere davanti al giudice del reato di maltrattamento di animali, si è giustificato asserendo di voler punire i suoi cani per essersi azzuffati tra loro. La visita veterinaria ha rilevato sui due cani ferite compatibili con una zuffa, confermando la tesi dell’uomo. A quanto pare è per questo che le due bestiole non gli sono state sottratte.


