
ROMA – Via libera dal governo al riconoscimento del cane mastino abruzzese come patrimonio regionale dell’Abruzzo: in una riunione lampo tenuta poche ore fa, il consiglio dei ministri ha deciso la non impugnativa per la legge con cui il Consiglio regionale dell’Abruzzo all’unanimità aveva compiuto questa scelta il 28 giugno scorso. L’obiettivo, così come dichiarato nella relazione alla proposta di legge, è quello di “valorizzare e recuperare all’immagine della regione il mondo classico della nostra civiltà espresso perfettamente dal Cane da pecora abruzzese. Inoltre si spera che ciò contribuisca ad impedire l’estinzione del cane simbolo della nostra storia”.

Oltre al nome ufficiale (“mastino abruzzese” o “cane da pecora abruzzese”) la legge definisce le caratteristiche morfoattitudinali del Cane Bianco italiano da custodia delle greggi, che si distingue per “assoluta mancanza di istinto predatorio e di ogni forma di aggressione nei confronti degli ovini; concetto che si perfeziona nell’istinto mastino, quale rapporto di protezione e fratellanza nei loro riguardi; ristretto campo di azione inteso sia in senso stretto, cioè fisico, sia in senso lato, cioè attitudinario; autonomia operativa ossia la capacità che il cane ha di eseguire autonomamente il lavoro di custodia del gregge con iniziative proprie e differenziate a seconda delle circostanze, soprattutto in assenza del fattore uomo; struttura fisica idonea ad affrontare i predatori delle greggi e le condizioni dell’ambiente di vita e di lavoro unita a notevoli doti di agilità e di coraggio, espressione di massimo equilibrio morfologico ed attitudinale”.
Sotto il profilo storico questo cane è citato in vari trattati latini già nel II-I secolo avanti Cristo, quando se ne trova menzione nel De re rustica di Marco Terenzio Varrone. Fisicamente non pare aver subito grandi modificazioni, da quella notte dei tempi. E’ un cane grande e resistente, non da compagnia ma attualmente richiesto anche per attività extrapastorali. Lo standard della razza prevede per lui un peso massimo di 61 chili per i maschi e di 45 per le femmine, ma esistono esemplari con peso anche sugli 80 chili.



