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Home / DogNews / Anche il cane va dallo psicologo. E spesso il suo problema siamo noi
25/01/201625/01/2016

Anche il cane va dallo psicologo. E spesso il suo problema siamo noi

By QualaZampaIn DogNewsTags benessere, comportamentalista, comportamento, educatore, istruttore, Massimo Perla, psicologo, veterinario
Anche il cane può dover ricorrere al lettino dello psicologo. E spesso il suo problema siamo noi
Anche il cane può dover ricorrere al lettino dello psicologo. E spesso il suo problema siamo noi

ROMA – Negli Stati Uniti era una moda già alcuni anni or sono, ma in Italia la professione di psicologo per cani di fatto non è riconosciuta e non esiste. Dunque, quando si riesce a schivare la pletora degli improvvisati che – magari pure in buona fede – si autocertificano capaci di sussurrare ai quattro zampe, il recupero di un cane con difficoltà immateriali, psicoemotive o cognitivo-comportamentali, è affidato a educatori, istruttori o veterinari comportamentalisti con ore e ore di esperienza teorica e pratica alle spalle.

Fatto sta che anche i cani, proprio come noi, possono dover ricorrere al lettino dello psicologo per risolvere ansie, paure, timidezze o magari correggere alcuni atteggiamenti decisamente sopra le righe, tra scatti d’ira ingiustificati e troppa aggressività. “Ma in Italia l’aiuto non è così scontato“, sottolinea il dog trainer Massimo Perla all’agenzia di stampa AdnKronos. “La figura dello psicologo per cani non esiste. Per questo tipo di problemi – prosegue Perla – esistono istruttori, educatori e veterinari comportamentalisti, ma molto spesso la terapia risulta inutile perché molti sono professionisti improvvisati. Spesso, ad esempio, al mio centro arrivano cani con problemi che, essendo stati in terapia, assumono anche dei farmaci, medicinali che in alcuni casi possono funzionare. Ma il 90% delle volte il problema si potrebbe risolvere in modo diverso e purtroppo questo non accade. Dispiace dirlo – continua Perla – ma in altri paesi come la Germania, più avanti dell’Italia in questo campo, i comportamentalisti lavorano in affiancamento a educatori in grado di studiare soluzioni alternative ai medicinali”.
Massimo Perla ha affrontato la questione con l'AdnKronos
Massimo Perla ha affrontato la questione con l’AdnKronos

 

Ma non è tutto. Spesso, infatti, il problema del cane siamo noi. Già: non è raro che a una difficoltà comportamentale del cane corrisponda un atteggiamento scorretto dell’umano che lo accompagna, e che deve essere necessariamente modificato. “Credo – spiega ancora Perla – che il compito degli istruttori sia quello di essere prima di tutto psicologi delle persone, capire il carattere del proprietario, cercare di comprendere se si tratta di un dominante, di un logorroico, di un incoerente o se magari ha la tendenza ad umanizzare troppo il cane o a coccolarlo senza alcuna ragione. Sono proprio questi atteggiamenti, infatti, che portano a comportamenti del cane per noi evidentissimi. Si lavora guardando il cane e la persona, e se riusciamo a cambiare il comportamento delle persone riusciamo anche ad aiutare il cane. Proprio come fosse una terapia di coppia“.

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